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"Sogno del ruscello" scorre a Venezia | Alla 61ª Biennale di Venezia, vedere il presente e il futuro dell'arte cinese
Source: | Author:意大利创新中心 | Published time: 36 days ago | 18 Views | 🔊 Click to read aloud ❚❚ ▶ | Share:

"Sogno del ruscello" scorre a Venezia |

 Alla 61ª Biennale di Venezia, vedere il presente e il futuro dell'arte cinese 



L'8 maggio 2026 è stata ufficialmente inaugurata la 61ª Esposizione Internazionale d'Arte - La Biennale di Venezia, con il Padiglione Cina che rimarrà aperto fino al 22 novembre. L'evento è organizzato dal Ministero della Cultura e del Turismo cinese e curato dall'Accademia di Belle Arti della Cina.


Cos'è "Sogno del ruscello"? Da Shen Kuo a Venezia


Il Padiglione Cina ha scelto come tema "Sogno del ruscello" (Mengxi), ispirandosi all'omonima opera di Shen Kuo, studioso della dinastia Song settentrionale. Definito dallo storico della scienza britannico Joseph Needham come "una pietra miliare nella storia della scienza e della tecnologia cinese", quest'opera rappresenta di per sé un dialogo tra discipline umanistiche e scienza: vi si trovano annotazioni non solo di astronomia e geografia, ma anche di tecniche metallurgiche e riflessioni artistiche, tanto da essere considerata la "prima enciclopedia cinese".


Il curatore, Yu Xuhong, presidente dell'Accademia di Belle Arti della Cina, ha declinato il significato di "Sogno del ruscello" in tre dimensioni:


Prima dimensione: risonanza interculturale con il tema generale della Biennale, "Piccole tonalità". Mentre il mondo dell'arte globale si concentra sulle grandi narrazioni, "Piccole tonalità" invita all'ascolto interiore e alla percezione sottile – e "Sogno del ruscello" è proprio l'opera con cui Shen Kuo, negli ultimi anni di vita, raccolse con calma i propri ricordi, restituendo il ritmo autentico della vita e dell'arte in un'epoca di rumori assordanti.


Seconda dimensione: un dialogo millenario tra Hangzhou e Venezia. Shen Kuo era originario di Hangzhou; più di duecento anni dopo, Marco Polo partì proprio da Venezia, percorrendo la Via della Seta e riportando in Europa le meraviglie dell'Oriente. Due città d'acqua, distanti ma legate dalla storia, si rispondono a distanza di secoli.


Terza dimensione: un equilibrio tra tecnologia e tradizione. Mentre l'intelligenza artificiale trasforma la creazione artistica a un ritmo senza precedenti, "Sogno del ruscello" non insegue ciecamente la tecnologia né si rifugia in una tradizione immobile, ma apre piuttosto una via di poesia orientale che sa fondere antico e contemporaneo nella tensione tra i due poli.




Dieci opere, una scena di estetica orientale contemporanea


All'interno del Padiglione Cina, dieci opere si sviluppano attorno al filo conduttore "tradizione che si rinnova, fusione tra arte e scienza".


Xu Jiang, "Sim-biosi" : migliaia di girasoli e fiori di loto in rame si intrecciano e coesistono, radicati nella sabbia di Venezia. I girasoli della terraferma e i loti delle acque, oltrepassando le loro nature, si fondono in un'unica entità. L'opera sfrutta il principio della camera oscura per creare un riflesso che si allunga verso la superficie dell'acqua all'interno del padiglione, riflessi che si sovrappongono e si moltiplicano alla luce del sole, in un ciclo continuo di vita.


Wang Dongling, "Viaggio libero" + robot calligrafo : un'enorme opera calligrafica in erba corsiva di 6,5 metri per 16 occupa l'intera parete, con tratti che si dispiegano impetuosi come una carica di cavalli. Accanto, un robot calligrafo, frutto della collaborazione tra l'Accademia di Belle Arti della Cina e un'azienda, immerge il pennello nell'inchiostro e scrive con precisione, imitando il tratto di Wang Dongling e componendo i caratteri "Sogno del ruscello", attirando lunghe code di visitatori in attesa di sperimentare.


"Black Myth: Wukong" : Game Science porta a Venezia la scultura di Sun Wukong, i bozzetti originali e un cortometraggio animato. Il curatore Yu Xuhong ha osservato che il videogioco consente ai giocatori di tutto il mondo di "vivere" all'interno di una storia cinese, rappresentando un mezzo efficace per raccontare la Cina. Quando il simbolo culturale di Sun Wukong fa la sua comparsa a Venezia, è di per sé un esempio riuscito di esportazione culturale.


"Luce di Liangzhu" , realizzato con la partecipazione del Laboratorio Zhijiang: i simboli incisi dagli antichi abitanti di Liangzhu si intrecciano sullo schermo gigante con le tracce di particelle ottiche raccolte in orbita dal costellazione di calcolo "San Ti". Cinquemila anni fa, l'umanità alzava lo sguardo al cielo e incideva simboli; oggi, i satelliti attraversano l'universo e trasmettono dati – passato e presente si trovano sulla stessa frequenza, commuovendo chi osserva.




Commenti: un'aggiunta contemporanea al dialogo culturale italo-cinese


Dall'apertura, il Padiglione Cina ha ricevuto grande attenzione e apprezzamento.


Il Vice Presidente del Consiglio italiano, Matteo Salvini, in visita al Padiglione, ha dichiarato: "Molto interessante: esprime sia la storia e la cultura della Cina, sia il suo futuro."


Il Presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha affermato: "Il Padiglione Cina aggiunge un nuovo capitolo allo scambio culturale tra Italia e Cina."


Il Vice Ministro della Cultura e del Turismo cinese, Lu Yingchuan, intervenendo a un forum correlato, ha sottolineato che il Padiglione Cina, attraverso il tema "Sogno del ruscello", esplora in un contesto globale il percorso di trasformazione contemporanea della cultura tradizionale, offrendo nuovi spunti per il dialogo interculturale dell'arte contemporanea.





In conclusione: un dialogo senza barriere


Dalla "Scrittura del sogno del ruscello" di Shen Kuo alla calligrafia dell'intelligenza artificiale, dai simboli incisi di Liangzhu alle immagini dei dati satellitari: il Padiglione Cina intreccia saggezza antica, creazione contemporanea e futuro digitale in un "ruscello" che scorre da più di mille anni.


Scorre verso Venezia, verso il mondo, verso ogni visitatore che si ferma davanti alle opere.


Non si tratta di un'emissione unidirezionale, ma di un dialogo aperto – su come la tradizione possa essere rivitalizzata, su come la tecnologia possa essere utilizzata in modo poetico, su come l'arte cinese, oggi, possa risuonare con il mondo.





La mostra rimarrà aperta fino al 22 novembre 2026. Se siete interessati alla Biennale di Venezia, non esitate a contattare il nostro Italian Innovation Center per ricevere ulteriori informazioni sulla visita.